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K I N E S
A C A D E M Y

L'associazione tra muscoli e organi: la teoria MOM

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Uno dei fondamenti su cui si basa l'approccio kinesiologico è la correlazione reciproca che esiste tra un muscolo e un organo. Nella storia della disciplina questa associazione trovò riscontro durante il lavoro di ricerca del dottor Goodheart. Egli possedeva una mente poliedrica, intuitiva e associativa.

Goodheart capì che i muscoli principali erano correlati ad organi specifici. Lo notò quando il riequilibrio muscolare si otteneva tramite la sollecitazione di alcuni punti. Questi punti erano presenti in lavori di ricerca di alcuni suoi colleghi.

Il fondamento della correlazione

Uno dei fondamenti su cui si basa l'approccio kinesiologico è la correlazione reciproca che esiste tra un muscolo e un organo. Nella storia della disciplina questa associazione trovò riscontro durante il lavoro di ricerca del dottor Goodheart. Egli possedeva una mente poliedrica, intuitiva e associativa.

Goodheart capì che i muscoli principali erano correlati ad organi specifici. Lo notò quando il riequilibrio muscolare si otteneva tramite la sollecitazione di alcuni punti. Questi punti erano presenti in lavori di ricerca di alcuni suoi colleghi.

Il contributo del dottor Chapman

Il dott. F. Chapman, un osteopata del Tennessee, aveva definito nel 1930 una mappa di punti neurolinfatici. Questi punti erano collegati a organi, ghiandole e a determinate sintomatologie.

Goodheart riprese questo lavoro. Trovò un'associazione tra la reattività di alcuni di questi punti e uno squilibrio di certi muscoli. La risposta al test di queste inibizioni muscolari migliorava dopo la stimolazione dei punti neurolinfatici.

Dalla correlazione di Chapman tra punti Neurolinfatici e organi e quella di Goodheart tra punti Neurolinfatici e muscoli, nacque il collegamento tra i muscoli e gli organi.

Il contributo del dottor Bennett

Questo collegamento fu rinforzato dall'inserimento in Kinesiologia dei punti Neurovascolari. La mappatura dei punti Neurovascolari fu realizzata negli anni '30 dal dott. T. Bennett. Era un chiropratico di San Francisco e grande studioso del sistema nervoso.

Egli scoprì questi punti grazie all'uso di un fluoroscopio. Questo strumento era composto da una sorgente a raggi X e da uno schermo fluorescente. Tra i due si posizionava una persona.

Bennett si stimolava questi punti. Osservava con il fluoroscopio l'effetto sugli organi. Purtroppo egli morì prematuramente proprio a causa dell'eccessiva esposizione ai raggi X.

Anche nel caso dei punti neurovascolari, il nesso tra questi e i muscoli fu definito da Goodheart. Questo rinforzò l'associazione tra muscoli e organi specifici.

La teoria MOM

Questa associazione con il tempo si estese. Incluse anche i meridiani di agopuntura connessi agli organi.

A tutt'oggi viene affettuosamente definita dalla Kinesiologia come il triangolo o la teoria MOM (Muscolo-Organo-Meridiano). È uno dei concetti base della disciplina. Come una mamma da cui ha preso origine tutto l'assetto successivo.

Come funziona nella pratica

Esistono per il Kinesiologo muscoli definiti ad alta specificità e sensibilità di risposta. Sono in rapporto al buon funzionamento di un organo.

Il risultato di un test muscolare, eseguito con certe accortezze, diventa un indicatore di sovraccarico o di squilibrio organico.

Allo stesso modo la risposta muscolare diventa un indicatore di squilibrio dello scorrimento energetico all'interno di certi meridiani. Indica anche un blocco nel flusso energetico circadiano che porta nutrimento ai vari organi.

Come interpretare correttamente

Questa correlazione va interpretata. Non va intesa come rigida e unidirezionale.

Un muscolo inibito al test non è per forza indicatore di uno squilibrio dell'organo o del meridiano associato. Il muscolo si inibisce per molte cause differenti. In primis quelle legate alla sua corretta attivazione neurologica o metabolica, o dovute a disfunzioni strutturali.

Allo stesso modo uno squilibrio organico non sempre si manifesta attraverso un'inibizione del muscolo associato. In verità, spesso in fase iniziale questo avviene. L'organo in difficoltà genera uno squilibrio nei muscoli ad esso associati.

Se questo non si risolve in tempi brevi, il corpo attua meccanismi di compensazione. Non lo rendono più manifesto.

Spesso è possibile, attraverso test muscolari multipli, avere un quadro abbastanza chiaro. Un quadro della presenza di sovraccarichi o squilibri organici e dei conseguenti blocchi presenti nei meridiani o viceversa.

Il lavoro del kinesiologo

Qui il kinesiologo ti aiuta attraverso un lavoro "di terreno". Ripristina, drena, detossina, agevola l'equilibrio organico e ristabilisce quello energetico.

Quando vuole indirizzare il lavoro a un rinforzo di un determinato organo, esegue i test e le valutazioni con il muscolo di riferimento. Questo muscolo dà risposte più specifiche.

Attraverso le logiche energetiche che sottendono alla Medicina Tradizionale Cinese, è in grado di dare una lettura degli squilibri organici. Li mette in relazione tra loro con una visione globale dell'organismo. Tiene conto anche di eventuali sovraccarichi emotivi o di stress che sono causa di squilibrio interno.